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Trattamenti

Tecniche mininvasive

Infiltrazione delle Faccette Articolari Lombari

Infiltrazione delle Faccette Articolari Lombari
 

Dr. Alberto Alexandre

 

Indicazioni

L'indicazione di queste procedure è la "facet syndrome", da irritazione (artropatia) delle articolazioni zigoapofisarie per asimmetria (facet tropism) delle superficie articolari dei due lati o instabilità segmentale da degenerazione discale. Il dolore è prodotto dallo schiacciamento dei villi sinoviali tra le faccette o dall'intrappolamento del meniscoide nella cavità articolare durante il suo rientro in articolazione con l'estensione della colonna. La diagnosi si basa sul rilievo di:

  • dolore primario in sede lombare, approssimativamente sopra le articolazioni zigopofisarie;
  • dolore riferito all'inguine e alla parte prossimale della coscia, meno spesso alla natica o alla cresta iliaca, dovuto al fatto che la nocicezione che proviene dalle articolazioni zigoapofisarie è condotta dal ramo primario posteriore sugli stessi neuroni centrali che ricevono le afferenze del ramo primario anteriore;
  • iperalgesia nella regione paravertebrale, evocata dalla pressione sulle faccette;
  • provocabilità del dolore con i movimenti di estensione e rotazione del tronco verso il lato e miglioramento con la flessione;
  • aggravamento del dolore dopo prolungato ortostatismo e posizione seduta e miglioramento con il riposo a letto;
  • rigidità della colonna lombare, cioè ridotta capacità di t1ettere la colonna e mantenimento della lordosi durante la flessione;
  • assenza di deficit neurologici;
  • riscontri alla TAC che mostra l'osteofitosi, lo spazio articolare ristretto per la deformazione della rima articolare o dilatato per l'anormale lassità capsulare e la stenosi del canale centrale e del forame di coniugazione da ipertrofia delle faccette. Si noti che le anomalie radiologiche delle articolazioni zigoapofisarie sono frequenti sia in pazienti con sintomi che in pazienti senza.

L'aspecificità dei riscontri clinici fa sì che la diagnosi possa essere sospettata ma non dimostrata. Per accertare la diagnosi è indispensabile l'infiltrazione delle faccette articolari con anestetico locale.

 

Tecnica

- il paziente è prono sul tavolo operatorio con un cuscino sotto l'addome per spianare la lordosi lombare;

- l’intensificatore di immagine è predisposto per le proiezioni anteroposteriore, obliqua e laterale;

- l' operatore sta in piedi, controlateralmente al lato da trattare, per limitare la superficie corporea esposta all' azione diretta del tubo radiologico;

- iniziando con l'intensificatore di immagine disposto per la proiezione antero-posteriore e ruotandolo progressivamente per ottenere la proiezione obliqua (che produce la caratteristica immagine detta scottie dog), si visualizzano le articolazioni da trattare;

- visualizzate le faccette da infiltrare, se ne segna sulla cute l'area di proiezione, sovrapponendovi l'estremità di un pinza;

- si esegue l'anestesia locale;

- si introduce l'ago spinale 22 G nella pelle e lo si avanza sul piano sagittale in direzione del centro dell'articolazione fino a prendere contatto con l'osso e/o la capsula articolare;

- poiché la manovra dev'essere condotta in scopia, si consiglia di afferrare il cono dell'ago con una lunga pinza e pilotarlo da una certa distanza in modo da avere le mani fuori dal tragitto del raggio dell'intensificatore;

- collocato l'ago nella rima articolare, l'iniezione di 0,25-0,5 ml di contrasto disegna una linea tra le cartilagini articolari: l'artrografia ha lo scopo di confermare la posizione intrarticolare dell'ago. Se la punta dell'ago è esattamente nella rima articolare, con la proiezione obliqua si evidenzia una linea sottile, di aspetto sigmoidale. Ai due estremi, questa linea termina in due immagini slargate corrispondenti ai recessi articolari, ben visibili purchè il volume iniettato sia sufficiente;

- verificata la posizione dell'ago, si aspira, per quel che è possibile, il mezzo di contrasto e si somministra in ogni articolazione una miscela costituita da 0,5 ml di triamcinolone (20 mg) e 1,5 ml di bupivacaina allo 0,5%.

 

Possibili complicanze

Non vi sono complicanze ad eccezione degli accidentali blocchi peridurale o subaracnoideo che non espongono ad alcun rischio ulteriore se il paziente è trattato in ambiente attrezzato.