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Trattamenti

Tecniche mininvasive

Introduzione alle tecniche in uso all'EU.N.I.

Introduzione alle tecniche in uso all'EU.N.I.
 

Dr. Alberto Alexandre

Da sempre la Neurochirurgia ha cercato soluzioni non invasive al problema della lombosciatalgia derivante da ernia discale.

Il concetto di base era cercare di risolvere il conflitto disco-radicolare con metodi volti a eliminare l'ernia o comunque modificare morfologicamente il disco, senza agire attraverso il canale vertebrale, così da non provocare una reazione cicatriziale a ridosso della dura madre, membrana di rivestimento delle radici nervose.
Quindi andare a iniettare direttamente nel disco sostanze utili a modificarlo o demolirlo, pungendolo da un lato, in modo da non entrare nel canale che contiene le strutture nervose. 

Dopo tentativi iniziali (anni 60) che impiegavano cortisone e anestetico, è stata usata l'aprotina e poi la chimopapaina.
Quest' ultima è stata la sostanza più largamente utilizzata negli anni 80-90 per la capacità di un effetto proteolitico netto, ma gli effetti collaterali, anche gravi, hanno indotto il declino dell'uso.

Negli ultimi anni una serie di studi ha modificato i nostri punti di vista sul meccanismo causale del dolore e della disfunzione provocate dall'ernia del disco.
Si è osservato che la compressione meccanica non basta a giustificare la violenza della sintomatologia dolorosa e che d'altra parte si rilevano molti casi di compressione meccanica senza nessun disturbo.
Studi biologici e anatomopatologici hanno dimostrato che la degenerazione del disco comporta la liberazione di sostanze acide che intossicano la radice nervosa.

La maggior parte del danno al tessuto nervoso viene quindi da ischemia e intossicazione chimica.
Probabilmente la decompressione meccanica deve buona parte della sua efficacia alla risoluzione dell'ostacolo al normale circolo sanguigno di nutrimento per il nervo.

Da queste considerazioni si deduce che l'effetto biochimico di sostanze iniettate nel disco deve potersi espletare sì nel ridurne il volume, ma anche e soprattutto nel modificare l'ambiente biochimico perinervoso, in modo da interrompere i meccanismi di ischemia e di intossicazione.

L'ozono è la sostanza che si è recentemente imposta all'attenzione della comunità scientifica per i molteplici ed importanti effetti che ha in alcune patologie.
Nella patologia discoradicolare l'ozono provoca un importante effetto su due fronti: si ha un effetto biochimico a breve termine, che è antinfiammatorio, analgesico, miorilassante e iperossigenante; vi è un effetto a più lungo termine che è di disidratazione del tessuto non ben vitale del disco intervertebrale avviato al processo degenerativo.

Per conseguenza l'iniezione dell'ozono sarà utile per dare in fase acuta un rapido sollievo dai disturbi, sostituendosi ai farmaci (dei quali ben si conoscono gli effetti collaterali), e per sveltire poi, nell'arco di alcune settimane, quella disidratazione del tessuto discale che è il suo normale destino nell'arco di mesi. 

 

Programma dei trattamenti chirurgici non invasivi

Ricovero del paziente la mattina stessa della procedura chirurgica, avendo egli già eseguito da esterno:

  • le indagini neuroradiologiche e neurofisiologiche che riguardano la patologia specifica,
  • ECG

Intervento in anestesia locale. Dopo la procedura chirurgica, il paziente resta ricoverato a riposo a letto sino alla mattina seguente e viene quindi dimesso dopo un controllo clinico.
L'attrezzatura necessaria in Casa di Cura è:
- una sala che può essere Sala Operatora, o Pre-Sala, o anche sala di Radiologia, in maniera tale da disporre senza difficoltà dell’amplificatore di brillanza (apparecchio a C) per la necessità di controllare continuamente il percorso dell’ago-cannula nella colonna lombare,
- un infermiere professionale strumentista,
- un tecnico di radiologia che manovri l’amplificatore di brillanza per tutto il tempo,
- il necessario per medicazione,
- teli sterili per coprire il paziente,
- il tavolo servitore
- l’amplificatore di brillanza,
- 1 flaconcino di mezzo di contrasto idrosolubile per la discografia,
- 1 flaconcino di anestetico locale,
- il Medico Anestesista presente in Casa di Cura