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Trattamenti

Tecniche mininvasive

Ossigeno-ozonoterapia

Ossigeno-ozonoterapia
 

L'Ozono nel trattamento dell'ernia discale

Con l'ossigeno-ozonoterapia il paziente può risolvere il proprio problema senza intervento chirurgico. E lo può fare in modo innocuo, rapido ed efficiente. Infatti, bastano pochi minuti per iniettare nella schiena, per via intramuscolare, una miscela di ossigeno e ozono. 

In pratica, questi gas agiscono sui legami di zolfo del tessuto discale, provocandone il graduale distacco dello strato superficiale e disintegrando in particelle infinitesimali soltanto la parte di nucleo polposo fuoriuscita dalla sede naturale del disco, che poi col tempo verrà eliminata dall'organismo per le vie naturali. Inoltre, sempre la stessa miscela gassosa agisce per riattivare la funzionalità del disco residuato dall'intervento.

Il problema viene risolto bene e dolcemente. Tanto bene e dolcemente che non si sono verificati mai effetti collaterali negativi e controindicazioni per nessuno e, dopo l'intervento, non c'è bisogno di alcun riposo: anzi, l'attività fisica accelera la guarigione. Il che vuol dire non avere più mal di schiena, e potersi muovere e camminare normalmente. Una vera e propria rinascita fisica e psicologica. Che può essere definitiva: infatti, l’ossigeno-ozonoterapia tra l'altro riduce a un quarto l’incidenza delle recidive rispetto all'intervento chirurgico tradizionale.

La tecnica non chirurgica denominata "discolisi percutanea" per giungere all'eliminazione dell'ernia dei disco attraverso ossigeno-ozonoterapia, oltre che essere un trattamento mini-invasivo e molto efficace, è semplice e indolore nella sua esecuzione.


Le proprietà dell'ozono

I risultati di questo trattamento si basano sulle specifiche e multiformi proprietà medicali del gas ozono, che è composto da una particolare molecola di ossigeno composta da tre atomi anziché da due.

L'ozono svolge una duplice azione positiva sui tessuti ammalati: da una parte funziona da ottimo disinfettante, da antibatterico e da antivirale; dall'altra parte, svolge una funzione stimolante sul metabolismo cellulare, rivitalizzando l'intero organismo.


Le modalità di trattamento

Prima di tutto, il medico effettua un’anestesia locale sulla pelle e sulla muscolatura paravertebrale, passa poi a somministrare al paziente sofferente di ernia discale una dose di ozono miscelato con l'ossigeno. L'operazione avviene mediante un'iniezione intramuscolare, sottocutanea e intrarticolare. L'introduzione del gas viene effettuata dal medico, utilizzando una finissima cannula, nella zona della schiena immediatamente adiacente all'ernia discale.

Ma vediamo la sequenza delle operazioni. Prima di tutto, una volta raggiunto il disco erniato, il medico esegue una discografia, cioè inietta dei liquido di contrasto radio-opaco in modo da accertare che il "bersaglio" sia stato effettivamente centrato.

A questo punto si procede all'iniezione della miscela ossigeno-ozono. In pratica, l'iniezione viene effettuata a qualche centimetro di distanza dalle vertebre interessate e indirizzata al punto giusto dal medico che osserva la manovra su un monitor dell'apparecchio radiologico.

L’azione della miscela gassosa. La miscela gassosa iniettata penetra nel corpo verso l'interno della colonna vertebrale e, una volta giunta sulla protuberanza dell'ernia discale, innesca una reazione biochimica, per cui nel giro di alcuni mesi ne provoca lo sfaldamento a livello molecolare, in modo da ridurla progressivamente e alla fine eliminarla completamente.

Nel contempo, la miscela gassosa provoca una microvascolarizzazione della parte del disco rimasto nella sua sede naturale. Cioè fa in modo che in questa parte, che di solito non porta capillari sanguigni, arrivi nutrimento aggiuntivo e quindi il tessuto si rivitalizzi perfettamente.

Effetto dell'ozono nel trattamento della patologia discale

L'ozono e'una sostanza altamente ossidante. Quando viene a contatto di un ambiente ricco di molecole di acqua si scompone rapidamente in 02 e ione 0+. Questo idrogenione è estremamente reattivo e scatena una serie di processi biochimici di ossidazione, con produzione di una serie di composti ad elevato potere ossidante he vengono denominati ROS (Reactive Oxygen Species). Nel disco intervertebrale queste sostanze provocano l'ossidazione della matrice amorfa mucopolisaccaridica, con conseguente perdita del contenuto acquoso. Studi sperimentali su animali hanno rilevato che alla concentrazione di 30 microgrammi/ml., l'ozono ha un'azione litica sulle componenti discali, con conseguente afflusso macrofagico che nel volgere di alcune settimane porta alla formazione di tessuto cicatriziale. Questa disidratazione e la distruzione della struttura tridimensionale mucopolisaccaridica comporta una diminuzione del volume del disco e conseguentemente una riduzione del conflitto disco-radicolare. La riduzione volumetrica della massa erniaria non è sempre documentabile con una indagine neuroradiologica, anche nei casi in cui il quadro clinico si sia risolto evidentemente per la riduzione della spinta pressoria sulla struttura nervosa.

Tossicità

La quantità di 03 impiegata nella terapia (1-40 microgrammi per ml. di 02) non supera la capacità dei sistemi antiossidanti intrinsechi al nostro organismo.

Un superamento di questa capacità comporterebbe una azione citolesiva che si manifesta con segni di intossicazione: cefalea, vertigini, faticabilità e disturbi respiratori. E' sperimentalmente dimostrato che le Vitamine C ed E hanno un'azione protettiva nelle intossicazioni da 03. L'inalazione del gas produce alterazioni strutturali alla mucosa bronchiale con alterazioni strutturali delle cellule ciliate e tendenza all'edema polmonare. Quest'ultimo appare controllabile con eparina e indometacina.

Sperimentazione in animali, consistenti in autoemotrasfusioni in conigli, con dosaggi di 03 da 8 a 25 volte superiori a quelli normalmente utilizzati nell'uomo non hanno dimostrato alterazioni istopatologiche al controllo autoptico dei vari organi, nè alterazioni dei rapporti ematologici.

Complicanze da trattamento dell'ernia discale mediante iniezione di 0203

Il trattamento è privo di rischi o di complicanze. E' solo legata alla correttezza dell'applicazione da parte del medico la possibilità di avere piccoli disturbi, apparentemente legati alla velocità di assorbimento in circolo, quali vertigine, ipotensione o bradicardia transitoria.

Si è osservato, nelle prime giornate di trattamento un incremento della pressione arteriosa, dato che inseguito si normalizza. La gravidanza viene attualmente considerata, soprattutto nei primi tre mesi, una controindicazione al trattamento, anche se non esistono segnalazioni di eventi negativi, dato che in qualche raro caso si è osservata metrorragia in corso di trattamento con 0203. Non appare esservi pericolosità per la somministrazione in presenza di tumori, esistono anzi studi di somministrazione della miscela 0203 per il trattamento dei dolori in corso di chemioterapia.

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